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Costa del Vento a Montalto Pavese
Il belvedere sulle colline dell'Oltrepò
Sulle alture di Montalto Pavese, tra la Valle Scuropasso e la Valle Ghiaie di Montalto, si trova la Costa del Vento: un crinale panoramico dell'Oltrepò Pavese esposto quasi costantemente alle correnti d'aria, dove sorge la piccola cappella votiva dedicata alla Madonna del Vento. È una delle mete più amate da chi cerca un panorama a 360 gradi sull'Appennino, sulle Alpi e sulla Pianura Padana, ed è al tempo stesso un punto di partenza per escursioni a piedi, in bicicletta e in moto, oltre che un luogo storico di sosta e devozione per viandanti e contadini.
Dove si trova la Costa del Vento
La Costa del Vento si raggiunge da Montalto Pavese, il borgo soprannominato la “regina dell'Oltrepò” per la sua posizione dominante sulle colline, a circa 380 metri di altitudine nel centro abitato. Dalla piazza del paese si sale lungo la strada del Belvedere per circa un chilometro e mezzo in direzione sud-est, fino a raggiungere il crinale che divide le due vallate. La cappella della Madonna del Vento si trova a un'altitudine di circa 490 metri sul livello del mare, in un punto dove il terreno arido e privo di vegetazione lascia spazio a una vista che spazia senza ostacoli sulle colline circostanti.
La Cappella della Madonna del Vento
Più che una cappella muraria in senso stretto, si tratta di una piccola costruzione votiva che custodisce una statua della Vergine Maria, venerata come protettrice dei viandanti e dei campi. Le sue origini si intrecciano con la tradizione orale delle comunità contadine dell'Oltrepò, che nei secoli hanno costellato i crinali appenninici di edicole e cappellette votive, punti di sosta, di preghiera e di gratitudine legati a grazie ricevute o a eventi tramandati di generazione in generazione. Proseguendo lungo il crinale, poco più in alto, si incontra anche una statua dedicata al Cristo Redentore, ulteriore riferimento spirituale e ottima postazione panoramica sulla vallata.
Un crinale nel vento: parapendio, aquiloni e falconeria
Il nome Costa del Vento non è casuale: qui il vento soffia con una costanza rara in Oltrepò, alimentato dalle correnti ascensionali che si generano lungo il crinale. Non stupisce quindi che questo luogo sia diventato un punto di riferimento per il volo libero: a Montalto Pavese ha infatti sede la scuola di parapendio “Gioco del Volo”, e non è raro vedere il cielo colorarsi delle vele dei parapendii che sfruttano la pendenza del terreno per librarsi sopra la vallata. Lo stesso vento rende la Costa del Vento un luogo ideale per il volo degli aquiloni, dai modelli più semplici a quelli acrobatici a più fili, mentre i droni sono sconsigliati proprio a causa delle raffiche che spesso soffiano da ogni direzione.
Le correnti ascensionali attirano anche i rapaci, che qui trovano un habitat ideale per veleggiare senza fatica, cacciare grazie all'ampia visuale e nidificare nei boschi vicini: un buon binocolo nello zaino permette di osservarli da vicino.
Il Sentiero delle Farfalle e la biodiversità del crinale
Dalla Costa del Vento si diparte anche il Sentiero delle Farfalle, un percorso di circa tre chilometri che in primavera ed estate si popola di lepidotteri: Montalto Pavese è infatti l'unico sito italiano scelto dalla Comunità Europea per un progetto di monitoraggio delle farfalle, e vanta la presenza di oltre 150 specie diverse, un primato assoluto in Italia per varietà. Camminando lungo il crinale, tra i filari e i campi coltivati, capita spesso di incrociare anche api e altri insetti impollinatori, in un paesaggio che alterna zone calanchive prive di vegetazione a tratti coltivati a vite.
La Panchina Gigante n. 161 e il Castello di Montalto Pavese
Per chi cerca un punto di sosta panoramico, poco oltre la cappella della Madonna del Vento si trova la Panchina Gigante numero 161, una grande panchina di colore giallo che fa parte del circuito diffuso in tutto l'Oltrepò Pavese e che regala una delle viste più fotografate della zona. Non lontano, ben visibile da gran parte della Lombardia, si staglia il Castello di Montalto Pavese, edificio medievale risalente al Cinquecento e tra i più imponenti dell'Oltrepò, oggi perfettamente conservato e simbolo del borgo.
Il Riesling di Montalto Pavese, terra di vini bianchi
Le colline che fanno da cornice alla Costa del Vento non sono solo un balcone panoramico: sono anche uno dei territori più vocati dell'Oltrepò Pavese per la coltivazione del Riesling. Insieme a Oliva Gessi, Calvignano e Corvino San Quirico, Montalto Pavese è considerata “terra da bianco” per antonomasia, grazie a suoli argillosi con affioramenti calcarei e gessosi particolarmente adatti a questo vitigno. La tradizione enologica risale al Settecento, quando l'Oltrepò si trovò a cavallo tra la cultura vinicola franco-piemontese e quella austriaca diffusa durante il Regno Lombardo-Veneto: fu proprio quest'ultima a portare sulle colline di Montalto il Riesling renano, che qui trovò terreni e microclima ideali per esprimere struttura e acidità. Accanto al Riesling renano, di origini tedesche, il territorio coltiva anche il Riesling italico, vitigno autoctono più semplice e fragrante, spesso vinificato secco o leggermente frizzante per il consumo quotidiano. Una passeggiata alla Costa del Vento si presta bene a una tappa finale in una delle cantine del paese, per assaggiare un calice di Riesling locale mentre il sole tramonta sulle colline dell'Oltrepò.
Come arrivare e consigli per la visita
Montalto Pavese si raggiunge facilmente sia da Pavia sia da Milano, il che rende la Costa del Vento una meta ideale per una gita fuori porta di mezza giornata. Chi arriva in auto può lasciare il veicolo nei pressi della cappella e proseguire a piedi lungo il breve tratto che conduce al crinale e alla panchina gigante. Il percorso è adatto anche alle famiglie, mentre chi desidera un'escursione più completa può proseguire verso il Sentiero delle Farfalle o allacciarsi ai percorsi di trekking che collegano Montalto Pavese alle località di Montù Berchielli e Pometo, con vedute che raggiungono il Monte Lesima e l'arco alpino. È un luogo frequentato anche da motociclisti, ciclisti e runner, che qui si fermano volentieri per una sosta prima di riprendere gli itinerari naturalistici dell'Oltrepò. Si consiglia un abbigliamento comodo, scarpe da cammino e, nelle giornate ventose, una giacca antivento; per la fotografia, le ore del tramonto regalano i colori più suggestivi su tutto il crinale.