- Arte e Cultura
Un trittico sulla Via dei Pellegrini
Tre opere da riscoprire tra Valle Salimbene, Vaccarizza e San Giacomo della Cerreta lungo la Via Francigena
Sabato 7 novembre 2026 il Club del Territorio di Pavia del Touring Club Italiano propone «Un trittico sulla Via dei Pellegrini», un pomeriggio di visita guidata a est di Pavia alla scoperta di tre opere d'arte sacra da riscoprire: la chiesa di San Damiano a Valle Salimbene, la Crocifissione di Vaccarizza e la chiesa di San Giacomo della Cerreta con i suoi affreschi quattrocenteschi.
Il ritrovo è fissato alle 14.30 a Valle Salimbene, in via Valle all'altezza del civico 20, per l'accoglienza e la registrazione dei partecipanti. Il percorso completo richiede circa due ore e si sviluppa per circa cinque chilometri, da coprire con mezzi propri — sempre accompagnati dai volontari del Touring Club — tra le tre tappe dell'itinerario.
È un'occasione rara per entrare in luoghi che di solito restano chiusi o poco frequentati, e per leggere la campagna pavese con gli occhi di chi, per secoli, l'ha attraversata a piedi: pellegrinaggio, storia e arte si fondono in un unico racconto.
Pavia, crocevia dei pellegrini medievali
Per secoli Pavia e il suo circondario sono stati uno dei grandi nodi di transito dei pellegrini europei. L'antica capitale del Regno longobardo era una sosta obbligata lungo la Via Francigena, la strada che dal Nord Europa scendeva verso Roma e che già alla fine del X secolo figurava nel diario di viaggio dell'arcivescovo Sigerico di Canterbury.
Non tutti, però, erano diretti alla tomba di Pietro. Molti viandanti raggiungevano le sponde del Po per imbarcarsi verso Venezia e, da lì, proseguire per la Terrasanta: la campagna a est e a sud della città era così attraversata da un flusso continuo di uomini e donne in cammino.
Lungo questi percorsi sorsero ospedali, oratori e precettorie degli ordini cavallereschi, dove si trovavano riparo, cure e conforto spirituale. Ancora oggi i toponimi ne custodiscono la memoria — Ospedaletto, San Leonardo, San Giacomo, il santo patrono dei pellegrini — e le tre tappe dell'itinerario ne sono la testimonianza più eloquente.
Prima tappa: San Damiano a Valle Salimbene, la chiesa dei Cavalieri di Malta
L'itinerario prende avvio dall'oratorio di San Damiano, nella località Motta San Damiano di Valle Salimbene, poco fuori Pavia lungo la strada per Belgioioso e Cremona. La chiesa, risalente al XIV secolo con richiami a fasi ancora più antiche, è conosciuta da sempre come «chiesa dei Cavalieri di Malta»: con questo titolo — chiesa dei Santi Protaso e Damiano dell'Ordine di Malta — fu sottoposta a tutela già nel 1914.
Il suo destino è legato all'Ordine degli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme. Durante l'assedio francese di Pavia del 1525, quello che si concluse con la celebre battaglia, venne distrutta la vicina chiesa dei Santi Guglielmo e Damiano, precettoria gerosolimitana, e il suo titolo passò a San Damiano. Gli studi ipotizzano che l'oratorio appartenesse all'Ordine fin dalla fondazione, come anello di una rete di strutture destinate all'accoglienza dei pellegrini; la commenda di San Damiano è documentata dal 1563.
L'edificio è un'aula unica divisa in tre campate, chiusa da un'abside semicircolare in mattoni, con facciata a capanna scandita da lesene e un piccolo campanile addossato. Sorge su un rialzo raggiunto da sette gradini in pietra, un tempo necessario a isolarlo dalla roggia vicina, ed è oggi inglobato nella corte di una cascina.
Le carte d'archivio ne restituiscono una vita sorprendentemente concreta. Nel 1576 il visitatore apostolico Angelo Peruzzi la trovò in buono stato, con le pareti dipinte di stemmi ma il pavimento ricoperto di fagioli; nel Settecento il soffitto ligneo recava ancora le insegne dei commendatori che si erano succeduti alla sua guida.
Seconda tappa: la Crocifissione di Vaccarizza, il Cristo del Po
Pochi chilometri più a sud, a Vaccarizza — frazione di Linarolo, nel punto in cui il Ticino confluisce nel Po — si custodisce una delle immagini sacre più singolari del Pavese. È il cosiddetto Cristo di Vaccarizza, un bassorilievo medievale della Crocifissione conservato nella cappella privata di una storica cascina, raramente accessibile al pubblico.
La scena colpisce per intensità e ricchezza di dettagli. Il Cristo ha il capo reclinato e il corpo contratto dal dolore; a sinistra compaiono il sole, con un angelo senz'ali che ne asciuga le lacrime con un fazzoletto, e più in basso la Vergine; a destra un secondo angelo, la luna e san Giovanni. Il sole e la luna in lutto, motivo di antichissima tradizione, estendono il dolore della Passione all'intero creato.
La datazione è ancora discussa. Il Touring la colloca nel XII secolo, altre fonti propongono il XIII; la Provincia di Pavia la descrive in pietra arenaria e la avvicina al romanico maturo, in stretta parentela con le sculture della facciata di San Michele Maggiore a Pavia.
Intorno all'opera vive una devozione popolare secolare, nutrita da una leggenda legata al fiume. Durante una piena del Po, racconta la tradizione, l'acqua salì fino ai piedi del Cristo, che avrebbe piegato le ginocchia per sottrarsi alla corrente; poco dopo il fiume si ritirò, risparmiando il borgo. Non è un caso che la Via Francigena passi ancora oggi a pochi metri dalla cascina e che la vicina Ospedaletto conservi tracce di un antico ospizio per pellegrini.
Terza tappa: San Giacomo della Cerreta e gli affreschi di Vincenzo Foppa
L'ultima tappa conduce a San Giacomo della Cerreta, nel territorio di Belgioioso, dove una piccola chiesa in cotto si alza in aperta campagna, sulla riva sinistra del Po, con l'abside quasi a contatto con il muro di una cascina. Oggi di proprietà privata, è uno dei gioielli meno conosciuti della pianura pavese.
Le sue origini risalgono al XIII secolo e all'ospedale della Cerreta, documentato almeno dal 1251 lungo l'antica Via Francigena. Qui pellegrini di ogni provenienza, uniti dalla devozione a san Giacomo e alla Vergine, trovavano preghiera, riparo e riposo; l'edificio attuale, eretto nella prima metà del Quattrocento, testimonia l'alto livello raggiunto dall'arte lombarda del cotto.
L'interno è il vero tesoro della visita. Vi si conserva un ciclo di affreschi quattrocenteschi riferito alla scuola lombarda di Giovanni da Caminata, accanto a una Madonna in trono con il Bambino attribuita a Vincenzo Foppa, tra i padri del Rinascimento lombardo. Completa il percorso una statua lignea di san Giacomo a grandezza naturale, databile alla metà del XV secolo.
Chi desidera prolungare la giornata trova a pochi chilometri il borgo di Belgioioso, con il suo castello, e il paesaggio fluviale della confluenza tra Ticino e Po.
Informazioni pratiche: data, ritrovo, quote e prenotazioni
La visita si svolge sabato 7 novembre 2026. L'accoglienza e la registrazione dei partecipanti iniziano alle 14.30 a Valle Salimbene, in via Valle all'altezza del civico 20, appena fuori Pavia in direzione di Cremona; le coordinate GPS del punto di ritrovo sono 45.177, 9.233.
Il percorso completo dura circa due ore. Le tre tappe distano tra loro complessivamente circa cinque chilometri, da percorrere con mezzi propri, sempre accompagnati dai volontari del Touring Club Italiano.
La partecipazione prevede un'offerta di 5 euro per gli iscritti al Touring e di 7 euro per i non iscritti, da versare direttamente sul posto. La quota comprende le visite in programma, l'assistenza del Club del Territorio di Pavia e la copertura assicurativa per responsabilità civile e infortuni; i posti disponibili sono al massimo 40.
Le prenotazioni si raccolgono dal 25 ottobre al 5 novembre 2026 scrivendo a pavia@volontaritouring.it. Il giorno della visita è attivo per informazioni il numero 339 184 1451.
Domande frequenti
Quando e dove si svolge «Un trittico sulla Via dei Pellegrini»?
La visita guidata del Club del Territorio di Pavia del Touring Club Italiano si svolge sabato 7 novembre 2026, con ritrovo alle 14.30 a Valle Salimbene (PV), in via Valle all'altezza del civico 20. Tocca tre località a est e a sud di Pavia: Valle Salimbene, Vaccarizza di Linarolo e San Giacomo della Cerreta di Belgioioso.
Quanto costa partecipare e come si prenota?
L'offerta è di 5 euro per gli iscritti al Touring e di 7 euro per i non iscritti, da versare sul posto. Si prenota dal 25 ottobre al 5 novembre 2026 scrivendo a pavia@volontaritouring.it, fino a un massimo di 40 partecipanti.
Come ci si sposta tra le tappe?
Le tre tappe distano complessivamente circa cinque chilometri e si raggiungono con mezzi propri, seguendo i volontari del Touring. L'intero percorso dura circa due ore.
Perché San Damiano è detta chiesa dei Cavalieri di Malta?
L'oratorio di San Damiano a Valle Salimbene fu sede di una commenda dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, poi noto come Ordine di Malta, e nel 1525 ne ereditò il titolo dalla vicina precettoria gerosolimitana, distrutta durante l'assedio francese di Pavia. Il vincolo di tutela del 1914 la registra come chiesa dei Santi Protaso e Damiano dell'Ordine di Malta.
Che cos'è il Cristo di Vaccarizza?
È un bassorilievo medievale della Crocifissione, datato tra il XII e il XIII secolo, custodito in una cappella privata a Vaccarizza, frazione di Linarolo. È venerato come immagine miracolosa e legato alla leggenda di una piena del Po fermatasi ai piedi del Cristo.
Chi ha dipinto gli affreschi di San Giacomo della Cerreta?
La chiesa conserva un ciclo di affreschi del Quattrocento riferito alla scuola lombarda di Giovanni da Caminata e una Madonna in trono con il Bambino attribuita a Vincenzo Foppa. Nell'edificio si trova anche una statua lignea di san Giacomo a grandezza naturale della metà del XV secolo.
Che legame c'è tra Pavia e la Via Francigena?
Pavia era una tappa fondamentale della Via Francigena, l'itinerario medievale che collegava il Nord Europa a Roma. Nel suo circondario sorsero ospedali e luoghi di culto per i pellegrini, come l'ospedale della Cerreta, documentato dal 1251.