- Arte e Cultura
Tramature dell’immaginario
Tracce, tempo e trasformazione nei dieci anni di ricerca artistica di Fabrizio Spadini - Mostra personale di Fabrizio Spadini, a cura di Rosanna Accordino
A dieci anni dall’avvio del progetto Oilrobots – Futuro Anteriore, Fabrizio Spadini torna a interrogare il proprio percorso artistico con Tramature dell’immaginario, mostra personale a cura di Rosanna Accordino, in programma a Pavia dal 14 al 29 novembre 2026 presso la galleria L2Arte.
La mostra ripercorre un decennio di ricerca pittorica nel quale l’artista ha sviluppato una poetica fondata sul confronto tra immagini appartenenti alla memoria collettiva e la tradizione della pittura. Il punto di partenza sono i robot e le icone della cultura popolare giapponese degli anni Settanta e Ottanta – da Goldrake a Mazinga e Jeeg – inseriti in paesaggi ispirati alla pittura italiana. Il futuro, rappresentato dalla macchina, viene così collocato in un passato riconoscibile, generando un cortocircuito temporale nel quale memoria e immaginazione si sovrappongono.
Nel corso degli anni, il repertorio di Spadini si è ampliato attraverso il dialogo con la storia dell’arte del Novecento, dalla pittura metafisica al Futurismo, con riferimenti a figure come Giorgio de Chirico, Giacomo Balla, Mario Sironi e Pablo Picasso. La macchina ha progressivamente cessato di essere soltanto un soggetto per diventare una lente attraverso cui osservare l’uomo, le sue aspirazioni e le sue paure di fronte alla tecnologia. Questa riflessione trova uno sviluppo particolarmente significativo nel Decalogo, dove i Dieci Comandamenti vengono messi in relazione con le leggi della robotica di Isaac Asimov e reinterpretati come possibile codice etico per l’intelligenza artificiale. Il sacro e la tecnologia si incontrano così nella necessità di definire regole per una nuova forma di intelligenza creata dall’uomo.
Nelle opere più recenti, le icone vengono invece progressivamente disgregate. La figura lascia spazio al segno, alla traccia e alla ripetizione, fino alla costruzione di nuovi paesaggi nei quali l’immagine sembra dissolversi nella materia pittorica. È questa evoluzione a dare origine al titolo della mostra, che richiama le “tramature” di Emilio Scanavino: se nell’opera dell’artista genovese la trama allude ai legami e alle connessioni umane, nella ricerca di Spadini diventa metafora del rapporto sempre più stretto tra uomo e macchina, natura e tecnica.
Tramature dell’immaginario è al contempo un bilancio e un punto di passaggio dai robot alla disgregazione della figura, dall’icona al segno, dalla memoria all’immagine della memoria. Un percorso nel quale Spadini mette in discussione ciò che crediamo di ricordare, suggerendo che spesso non conserviamo l’esperienza originaria, ma la sua rappresentazione.
Tra le opere in mostra, si segnalano la serie del Decalogo completa, un’opera inedita dedicata alla città di Pavia e, per la prima volta, Fabrizio Spadini presenta un’opera dedicata a Dylan Dog, in occasione del quarantesimo anniversario dalla prima pubblicazione.
Informazioni mostra:
Tramature dell’immaginario
Mostra personale di Fabrizio Spadini
Galleria L2ARTE, Viale della Libertà 2/b - 27100 - Pavia
Dal 14 al 29 novembre 2026
Inaugurazione sabato 14 novembre ore 18
Apertura: da mercoledì a venerdì: 15 - 19 // sabato: 11 - 19 // domenica: 15 - 19
Ingresso libero