- Arte e Cultura
Museo di Archeologia dell'Università di Pavia
Pavia custodisce molti luoghi in cui la storia si lascia attraversare, e pochi sorprendono quanto questo. Dal 2 ottobre 2026 il Museo di Archeologia dell'Università di Pavia ha riaperto al pubblico, e la visita ha un fascino nuovo.
Una riapertura che è già racconto
Dopo l'importante intervento di restauro, la storica Crociera del quattrocentesco Ospedale San Matteo, sede della collezione, ha finalmente riaperto le porte. Il museo era rimasto chiuso dal dicembre 2023 per i lavori di riqualificazione del Palazzo centrale dell'Ateneo, e per tutto questo tempo i reperti sono stati custoditi in un deposito di sicurezza. Il loro rientro è cominciato a giugno 2026.
Il nuovo allestimento, intitolato «Lavori in corso», non nasconde nulla di questa vicenda. Nato da un'idea dell'architetto e museografo Massimo Ferrari, mette in scena le stesse casse in cui i manufatti sono stati conservati negli ultimi due anni: al centro delle sale diventano il fulcro visivo della visita, nel rispetto dell'ordinamento storico originale. Non tutte le casse sono aperte. Alcune sveleranno il loro contenuto in futuro, perché, come ricorda la direttrice Elena Calandra, un museo vive solo se si trasforma. Il percorso temporaneo è quindi un cantiere aperto verso l'allestimento definitivo, e chi lo visita oggi assiste a un museo che si sta ripensando.
Una sala che custodisce quattro secoli di storia
Il contenitore merita da solo il viaggio. Il museo occupa la sala della Crociera del quattrocentesco Ospedale San Matteo, dove si conservano quattro sezioni dell'originario soffitto ligneo e una cupola barocchetta del 1770, costruita per dare più luce e più aria ai malati. Qui, sotto volte pensate per curare i corpi, oggi si studiano e si ammirano le tracce delle civiltà antiche.
Duecento anni di collezionismo e ricerca
Il museo nasce con la prima cattedra di archeologia istituita in Italia, nel 1820, affidata a Pietro Vittorio Aldini, e conserva fin dall'origine una forte impronta didattica. È una delle più antiche raccolte archeologiche universitarie del Paese. Le collezioni attraversano la preistoria, l'Egitto, le civiltà dell'Italia antica e l'età romana, fino al Rinascimento, e comprendono una importante gipsoteca.
Tra i pezzi più celebri c'è la testa dell'Afrodite Sosandra. È una copia romana del II secolo d.C. di altissima qualità, tratta da un originale bronzeo dello scultore Calamide, databile intorno al 460 a.C., che sorgeva nei Propilei dell'Acropoli di Atene. Accanto alla scultura vi sono la ceramica magnogreca, etrusca e romana, gli ex-voto fittili etruschi e le raccolte di monete e gemme incise. Le monete, in gran parte romane, repubblicane e imperiali, includono la collezione che i marchesi Bellisomi, esponenti dell'aristocrazia pavese, formarono nel Settecento e donarono all'Università nel 1821.
Un museo vivo, tra scuole, ricerca e cultura
Il museo continua a essere un luogo di studio e di dialogo con il territorio. Guarda al futuro come centro proiettato sul panorama internazionale, con progetti di collaborazione e ricerca in via di definizione e un confronto costante con le scuole del territorio. Il contatto diretto con reperti originali e calchi permette a studenti e visitatori di avvicinarsi ai metodi della ricerca scientifica.
Informazioni per la visita
Il museo si trova nel Palazzo centrale dell'Università, in Strada Nuova 65, a pochi passi dal centro storico e dalla stazione. L'ingresso è nel passaggio tra il Cortile delle Magnolie e il Cortile Sforzesco. Per informazioni e prenotazioni di visite guidate e laboratori didattici si può scrivere a museo.archeologia@unipv.it o telefonare allo 0382 984199. Prima di partire conviene controllare orari e tariffe sul sito ufficiale del museo, perché il calendario di apertura è in via di aggiornamento dopo la riapertura.
Per chi ama Pavia, il Museo di Archeologia è un invito a tornare in una città che custodisce, sotto le sue volte medievali, un patrimonio più antico di quanto si immagini.
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