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La Torre delle Streghe di Varzi
Storia e leggenda della Torre Malaspina
Nel cuore del borgo di Varzi, in Piazza del Municipio, si staglia da circa otto secoli una torre imponente che ancora oggi domina il paesaggio dell'Oltrepò Pavese con la sua sagoma severa. Conosciuta ufficialmente come Torre Malaspina, i varzesi e i visitatori la chiamano più spesso con un nome che racconta una delle pagine più suggestive della sua storia: la Torre delle Streghe. Salire i suoi gradini significa ripercorrere secoli di storia del feudo malaspiniano, fino a raggiungere una terrazza panoramica che regala una delle viste più affascinanti su Varzi e sulla Valle Staffora.
Le origini: un presidio dei Malaspina tra XII e XIII secoloLa torre fu edificata tra il XII e il XIII secolo per volontà della famiglia Malaspina, che in quel periodo consolidava il proprio potere sull'alta Valle Staffora. Dopo l'investitura concessa dall'imperatore Federico Barbarossa nel 1164, i Malaspina trasferirono progressivamente il centro del marchesato dalla più protetta ma disagevole rocca di Oramala a Varzi, dove sorse il complesso fortificato di cui la torre costituisce ancora oggi l'elemento più riconoscibile.
Il maniero rimase proprietà della casata fino alla seconda metà del XV secolo, quando passò, insieme a una parte del feudo, agli Sforza di Santa Fiora, divenuti successivamente Cesarini Sforza. Oggi la torre appartiene al Comune di Varzi, mentre il complesso del vicino castello è di proprietà privata.
Perché si chiama "Torre delle Streghe"Il soprannome con cui la torre è conosciuta nasce da uno degli episodi più noti della tradizione storica locale. Le quattro stanze sovrapposte al suo interno, raggiungibili attraverso una lunga e ripida scalinata, furono utilizzate come prigione fin dai tempi della giurisdizione feudale: la funzione carceraria della torre è documentata già negli Statuti Malaspiniani del 1320.
Secondo la tradizione locale, nel 1460 venticinque donne e alcuni uomini del territorio, accusati di stregoneria dalla Sacra Inquisizione, furono rinchiusi nella torre e successivamente condotti al rogo nella piazza antistante, l'attuale Piazza del Municipio. Da questo episodio deriverebbe il nome con cui la torre è ancora oggi conosciuta, alimentando da secoli racconti e leggende legati alle colline dell'Oltrepò Pavese.
La funzione di carcere proseguì ben oltre l'epoca dell'Inquisizione: la torre servì come prigione del Mandamento di Varzi e, successivamente, come sede delle celle di sicurezza della locale Stazione dei Carabinieri fino agli anni Sessanta del Novecento, quando l'Arma trasferì le camere di sicurezza nella nuova caserma, ponendo fine a una funzione durata oltre sei secoli.
Architettura: numeri e curiosità di un manufatto imponenteLa Torre Malaspina presenta una robusta pianta quadrata. Alta circa 29 metri sul lato di Piazzetta Moro, ha un perimetro di 32,80 metri. Le murature raggiungono uno spessore di circa 1,70 metri alla base, riducendosi progressivamente fino a circa 65 centimetri nella parte superiore.
Per raggiungere la terrazza panoramica occorre salire 130 gradini: 41 ricavati nella struttura esterna della torre e altri 89 scavati nell'intercapedine perimetrale del muro, in un percorso stretto e suggestivo che costituisce parte integrante dell'esperienza di visita.
Dalla sommità lo sguardo abbraccia il borgo medievale di Varzi, il torrente Staffora, le colline circostanti e, nelle giornate più limpide, arriva fino al Castello di Oramala.
Il Castello Malaspina, sette secoli di storiaLa torre non è un monumento isolato, ma costituisce l'elemento più rappresentativo del complesso del Castello Malaspina, che occupa da secoli il principale nodo edilizio del centro storico di Varzi.
Il primo documento che attesta l'esistenza di una casa dei Malaspina nel borgo risale al 1168, quando proprio in quell'edificio fu redatto un atto relativo alla vendita del feudo di Pizzocorno all'Abbazia di Sant'Alberto. Il complesso venne ampliato e trasformato più volte nei secoli successivi, ricevendo un impulso decisivo dopo il 1275, quando la divisione ereditaria della famiglia diede origine al feudo autonomo di Varzi.
L'edificio oggi visibile è composto da tre corpi di fabbrica appartenenti a epoche differenti. Il più recente, affacciato sulla piazza principale, presenta una facciata settecentesca in pietra a vista impreziosita da una meridiana. Un secondo corpo, databile al XV secolo, si sviluppa lungo uno stretto vicolo laterale e conserva un portale ad arco acuto con lo stemma del ramo dei Malaspina dello Spino Secco, oltre a un elegante cortile interno con grandi archi in cotto. Il terzo corpo, il più antico, risale al XIII secolo, è coevo alla torre e ad essa collegato mediante un passaggio ricavato nel sottotetto; alcune tracce murarie fanno ipotizzare la presenza originaria di una merlatura.
Cosa vedere a Varzi dopo la visita alla torrePasseggiando tra le vie del centro storico si scoprono portici medievali, vicoli acciottolati, torri, campanili e antichi palazzi che raccontano la lunga storia del borgo. Le botteghe del centro permettono inoltre di conoscere alcune delle eccellenze gastronomiche dell'Oltrepò Pavese, come il celebre Salame di Varzi DOP, la torta di mandorle, i formaggi dell'Appennino e i prodotti stagionali del territorio.
Chi dispone di un'intera giornata può proseguire la visita raggiungendo la Pieve dei Santi Germano e Protaso, comunemente conosciuta come Chiesa dei Cappuccini, importante edificio romanico dei secoli XII-XIII e Monumento Nazionale; il castello e la pineta di Pietragavina; il Castello di Oramala, antica sede dei Malaspina; il Tempio della Fraternità di Cella e la chiesa di Bosmenso, entrambi a pochi chilometri dal centro.
Informazioni per la visitaLa Torre Malaspina è stata restaurata grazie a un intervento promosso dal Comune di Varzi con il contributo di cittadini e sponsor privati.
L'interno è visitabile esclusivamente in occasione di aperture straordinarie, eventi e visite guidate organizzate dal Comune e dalle associazioni del territorio. Prima di programmare la visita è consigliabile consultare il calendario aggiornato degli eventi e i canali ufficiali del Comune di Varzi.
Curiosità
La Torre delle Streghe è uno dei simboli più fotografati dell'Oltrepò Pavese. Durante le aperture al pubblico, la terrazza panoramica offre una vista a 360 gradi sul centro storico di Varzi, sulla Valle Staffora e, nelle giornate più limpide, fino al Castello di Oramala, permettendo di cogliere con un solo sguardo il paesaggio che per secoli fu il cuore dei domini malaspiniani.