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Turismo lento tra le risaie della Lomellina

Ci sarà, quest’anno il mare a quadretti? Con un ritmo più lento del previsto, anche a causa della mancanza di piogge per diversi mesi, il paesaggio della Lomellina inizia a modificarsi.

Siamo nel periodo della preparazione del terreno e della semina del riso. Gli agricoltori che producono il riso con tecnica “convenzionale” arano, livellano e, chi in sommersione e chi no, seminano. Gli agricoltori che producono il riso con tecniche “biologiche” invece si stanno occupando dell’erbaio, di quelle diverse piante che nutrono e proteggono il terreno nella controstagione e che, in molti casi, ospiteranno la semina del riso. 

Quando le risaie sono allagate, il paesaggio della Lomellina vede riflettere i tantissimi castelli del territorio (l’Ecomuseo del Paesaggio Lomellino lo promuove come “la Piccola Loira di Lombardia”). Ma a riflettersi sono anche le tantissime cascine che costellano le risaie.

Costruzioni rurali che hanno da raccontare storie antiche e moderne, come nel caso della Tenuta San Marzano Mercurina di Pieve del Cairo: qui la Fondazione Darefrutto sta rigenerando un’ampia area che comprende due cascine antiche, una addirittura con tracce archeologiche di periodo longobardo, un prezioso ontaneto con garzaia e una casa di caccia del Novecento, scenario di episodi degli Anni di Piombo milanesi raccontati nel libro “Quello che non ti dicono” di Mario Calabresi. 

Ma le risaie allagate riflettono anche i tanti abitanti silenziosi della Lomellina. Non sarà difficile fermarsi a osservare aironi, garzette, cavalieri d’Italia, ibis, germani… e anche qualche raro tarabuso! Qui, percorrendo il territorio a piedi o in bicicletta, si possono scoprire angoli inaspettati, piccole oasi e punti privilegiati per gli amanti della fotografia naturalistica.

Non sono tutte da scoprire, insomma, queste risaie di Lomellina?


Testo a cura di GIULIA VARETTI, guida abilitata ConfGuide-GITEC 

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