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Le Valli del Vino in Oltrepo Pavese
Un itinerario tra le valli e i borghi più belli d'Italia per conoscere una terra di vini pregiati
Questo itinerario intende condurvi innanzitutto alla scoperta delle Valli dell’Oltrepò Pavese celebri per le produzioni viticole.
Tra dolci pendii coltivati a vigneto, castelli che dominano le creste e piccoli borghi ricchi di fascino, l’Oltrepò Pavese racconta una delle identità più autentiche della Lombardia del vino. Qui nasce un itinerario ideale per chi desidera conoscere da vicino paesaggi, tradizioni e produzioni enologiche di qualità: un viaggio attraverso le tre storiche valli vitivinicole - Versa, Scuropasso e Coppa - dove il tempo sembra seguire il ritmo delle stagioni e della vendemmia.
Valle Versa: la culla del Pinot Nero
Il percorso può iniziare da Stradella, nota come città delle fisarmoniche, porta naturale verso le colline vitate. Salendo tra filari ordinati e panorami aperti si raggiunge Montecalvo Versiggia, considerata una delle capitali del Pinot Nero in Italia, dove la cultura del vino si intreccia con piccoli musei e cantine storiche.
Nel cuore della valle meritano una sosta Santa Maria della Versa, tra i centri simbolo della viticoltura oltrepadana e sede di importanti realtà spumantistiche, e Rovescala, conosciuta come capitale della Bonarda e legata storicamente alla produzione di questo vino simbolo dell’Oltrepò, celebrato ogni anno con iniziative dedicate alla cultura della vite e della vendemmia.
Sui crinali più panoramici si incontra Golferenzo, piccolo borgo dal grande fascino inserito tra i centri più suggestivi della collina pavese, con scorci che abbracciano vigneti e vallate. Proseguendo si arriva a Canevino, borgo raccolto lungo l’antico sentiero di San Colombano, dove il paesaggio restituisce la dimensione più intima e silenziosa dell’Oltrepò.
Valle Scuropasso: tra boschi e vigneti
Incuneata tra la Versa e la Coppa, la valle prende forma dai boschi che scendono dall’Appennino Ligure verso le colline coltivate. Il territorio abbraccia borghi e località vocate alla viticoltura come Rocca de’ Giorgi, Montalto Pavese e Pietra de’ Giorgi, dove castelli e pievi rurali raccontano una lunga storia agricola.
A fondo valle, dove il paesaggio si addolcisce verso la pianura, si incontra Broni, centro vivace e snodo storico lungo l’antica Via Emilia, da sempre legato al commercio del vino e alla vita delle colline circostanti.
Valle Coppa: storia, crinali e borghi panoramici
Il cuore della valle è Casteggio, luogo di antiche vicende che risalgono all’età romana, oggi importante centro vitivinicolo e punto di partenza per esplorare un paesaggio ricco di castelli e chiese rurali.
Tra le località più caratteristiche si trova Calvignano, piccolo borgo collinare tra Casteggio e Montalto Pavese, documentato già nel 1111 e da sempre legato alla coltivazione della vite. Il paese sorge in posizione panoramica nei pressi del Monte Ceresino e conserva tracce della sua storia nel Castello Bottigella e nella Chiesa di San Carlo, elementi che testimoniano la lunga tradizione agricola e vitivinicola del territorio.
Poco distante, su un crinale dominante, si incontra Mornico Losana, adagiato sulla collina che separa la valle del torrente Verzate dalla Val Sorda. Il borgo, sovrastato da un castello di origine medievale con funzione di avvistamento, offre ampi scorci sulla pianura e rappresenta un punto di osservazione privilegiato sul paesaggio vitato dell’Oltrepò.
Tra le tappe più affascinanti dell’itinerario spicca infine Fortunago, inserito tra i centri certificati dall’associazione I Borghi più belli d’Italia, con case in pietra, vicoli curati e viste panoramiche che rendono il borgo una conclusione ideale del percorso.
Un viaggio tra gusto e paesaggio
Le Valli del Vino non sono solo un percorso geografico, ma un’esperienza sensoriale completa. Qui si producono vini che raccontano il territorio — dal Pinot Nero, nelle sue versioni ferme e spumantizzate, alla Bonarda — accompagnati da una cucina locale fatta di sapori schietti e stagionali.
Visitare queste valli significa attraversare un mosaico di paesaggi, incontrare produttori e scoprire un patrimonio culturale diffuso, dove ogni collina custodisce una storia e ogni calice restituisce l’identità profonda dell’Oltrepò.
Informazioni pratiche
Come arrivare
L’Oltrepò Pavese è facilmente raggiungibile dalle principali città del Nord Italia.
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In auto: autostrada A21 con uscite Broni-Stradella e Casteggio; A7 con uscita Casei Gerola per la parte occidentale.
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In treno: linee ferroviarie con fermate a Stradella, Broni e Voghera, da cui proseguire verso le colline.
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In bici o moto: strade panoramiche ideali per itinerari lenti tra vigneti e crinali.
Quando andare
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Primavera: colline verdi e clima mite, ideale per trekking e cicloturismo.
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Estate: eventi, degustazioni e serate nei borghi.
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Autunno: il periodo più suggestivo, tra vendemmia e foliage, perfetto per esperienze enogastronomiche.
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Inverno: atmosfera più raccolta, consigliata per weekend romantici e visite in cantina.
Photo: Ganni Santolin
Allegati
Scarica l'opuscolo dell'itinerario Le Valli del VinoIl Vino
Da almeno due millenni la storia delle Valli dell’Oltrepò Pavese si intreccia con quella del vino. L’importanza e le caratteristiche morfologiche del territorio hanno naturalmente dato vita al percorso della Strada del Vino e dei Sapori Una profonda ed accurata opera di salvaguardia dal 1961 è svolta dal Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese
Il Distretto del Vino di Qualità dell’Oltrepò Pavese nasce con la volontà di puntare su due produzioni: il Bonarda, vino identificativo dell’Oltrepò Pavese, e il Pinot Nero, di cui l’Oltrepò è la prima zona di produzione in Italia e la seconda a livello europeo e da cui si ottengono importanti D.O.C. e D.O.C.G., quali Metodo Classico, Cruasè, Metodo Classico Rosè, Metodo Classico Bianco, Pinot Nero vinificato in bianco e vinificato in nero