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Vigevano
Piazza Ducale, Castello Sforzesco, storia, arte e sapori nel cuore della Lomellina
Nell'ultimo scorcio del Quattrocento, al culmine della civiltà delle signorie rinascimentali, il feudo di Vigevano - borgo fortificato d'origine longobarda - visse la sua età dell'oro. Con l'avvento al potere di Ludovico Sforza detto il Moro, questa città della Lomellina si trasformò in uno dei capolavori urbanistici dell'Italia di ogni tempo.
Capoluogo della Lomellina e tra le città più affascinanti della provincia di Pavia, Vigevano è un viaggio tra eleganza rinascimentale, musei straordinari, tradizioni artigianali centenarie e una natura rigogliosa che si estende fino alle rive del Ticino.
Piazza Ducale: il Salotto Rinascimentale d'Italia
Il cuore pulsante di Vigevano è la splendida Piazza Ducale, considerata una delle più belle piazze d'Italia e autentico simbolo dell'urbanistica rinascimentale. Costruita per volere di Ludovico il Moro a partire dal 1492–93 e completata in tempi straordinariamente rapidi, la piazza fu concepita come un elegante "pubblico salotto d'anticamera" al grandioso complesso del Castello Sforzesco.
Rettangolo allungato in proporzioni quasi ideali — si avvicina al rapporto 1:3 teorizzato dall'architetto Filarete — la piazza si sviluppa con portici simmetrici che la circondano completamente, decorati da raffinate lesene e affreschi che incorniciano il maestoso Duomo di Sant'Ambrogio. La cattedrale, iniziata nel 1532 sotto Francesco II Sforza e completata nel 1606, si distingue per la straordinaria facciata barocca concava progettata dal vescovo Juan Caramuel di Lobkowitz, che la adattò genialmente per allinearla all'asse della piazza.
L'ingresso al castello, quasi nascosto dai portici lungo il lato sud, si raggiungeva tramite un'ampia rampa che collega il piano della piazza con il livello superiore della fortezza. In cima veglia la Torre del Bramante, l'alta torre attribuita al grande architetto che sorveglia la piazza con il Castello.
Passeggiare sotto i portici al tramonto è un'esperienza che rimane impressa: i colori caldi della pietra, il riflesso delle luci sulle colonne, il profilo inconfondibile della torre. Un'atmosfera senza tempo che ha reso Vigevano meta ambita da viaggiatori di ogni parte del mondo.
Il Castello Sforzesco e la Strada Coperta
Domina la città il Castello Sforzesco di Vigevano, uno dei complessi fortificati più grandi d'Europa. Ricostruito tra il 1492 e il 1494 per volere di Ludovico il Moro — che trasformò una preesistente fortezza viscontea in una ricca residenza nobiliare — il castello unisce elementi gotici e rinascimentali in un insieme di straordinaria imponenza, con torri merlate, cortili interni e sale affrescate.
Tra le meraviglie del complesso spicca la Strada Coperta: un suggestivo passaggio sopraelevato di epoca sforzesca, unico nel suo genere in Italia, sufficientemente alto per permettere il transito a cavallo. Questo corridoio pensile collegava il nuovo palazzo ducale alle vecchie fortificazioni, e oggi offre ai visitatori una prospettiva eccezionale sulla piazza e sulla città.
L'elegante loggiato sostenuto da 48 colonne, la Falconiera e la Loggia delle Dame — realizzata per la duchessa Beatrice d'Este — completano un complesso che fu anche luogo di soggiorno per Leonardo da Vinci e Donato Bramante.
All'interno del castello ha sede il Sistema Museale MUVI — Città di Vigevano, che raccoglie diverse collezioni straordinarie distribuite tra le sue sale storiche.
I Musei del Castello: un viaggio attraverso i secoli
Museo Internazionale della Calzatura
Vigevano è storicamente la capitale italiana della scarpa. Il Museo Internazionale della Calzatura "Pietro Bertolini" — unico museo pubblico in Italia interamente dedicato alla calzatura — custodisce migliaia di esemplari dal Cinquecento ai giorni nostri, tra cui la storica pianella di Beatrice d'Este. Un percorso affascinante nel genio del made in Italy: dai sandali rinascimentali agli stivali barocchi, dalle scarpe da sera degli anni '50 alle creazioni dei grandi stilisti contemporanei.
Museo Archeologico Nazionale della Lomellina
Ospitato negli affascinanti spazi della terza scuderia quattrocentesca del Castello Sforzesco, il Museo Archeologico Nazionale della Lomellina raccoglie oltre 250 reperti che coprono un arco cronologico dalla preistoria all'età altomedievale. Inaugurato nel 1998 e ampliato nel 2006 e nel 2018, il museo è una tappa obbligata per comprendere le origini del territorio. Tra i pezzi più preziosi spicca una coppa in vetro verde soffiato firmata dall'artista Aristeas (I secolo d.C.): unico esemplare integro tra i pochi conosciuti al mondo. Particolarmente ricche le sezioni dedicate alle necropoli celtiche e romane, con corredi funerari rinvenuti durante i lavori di bonifica delle risaie lomelline.
Accesso da Corso della Repubblica n. 36 (Atrio Neogotico) oppure attraversando il cortile del castello da Piazza Ducale. Biglietto intero € 5,00 — ridotto € 2,00. Prima domenica del mese: ingresso gratuito.
Leonardiana e Pinacoteca Civica
Il castello ospita anche Leonardiana, museo dedicato all'intera opera di Leonardo da Vinci — a lungo ospite del castello — e la Pinacoteca Civica "Casimiro Ottone", allestita sopra le scuderie di Ludovico il Moro, con opere di artisti lomellini che coprono un arco dal XV al XX secolo.
Il Museo del Tesoro del Duomo: ori e argenti sforzeschi
A pochi passi dalla piazza, nel loggiato di Palazzo Vescovile in Piazza Sant'Ambrogio 14, si trova uno dei musei più preziosi e meno conosciuti di Vigevano: il Museo del Tesoro del Duomo. Riconosciuto dalla Regione Lombardia come Raccolta Museale nel 2007, il museo si sviluppa su due piani per un totale di 13 sale, di cui una dedicata a spazio multimediale, e include i sontuosi appartamenti del Palazzo Vescovile visitabili su prenotazione.
Il nucleo fondamentale della collezione proviene dalla straordinaria donazione di Francesco II Sforza alla Diocesi di Vigevano nel 1534: ori e argenti di altissima fattura — coppe, la croce astile, la preziosissima Pace, pastorali e calice episcopale — paramenti liturgici del primo Cinquecento, pregiati arazzi fiamminghi di Bruxelles con scene bibliche prodotti attorno al 1520 (tra cui il grande arazzo "Vashti" recentemente restaurato) e corali miniati. Di grande interesse anche le sei tavole del pittore Bernardino Ferrari, della scuola dei Leonardeschi, e la sala dedicata al geniale vescovo Juan Caramuel, con il modello ligneo seicentesco della cattedrale e una copia originale del suo trattato "Architectura Civil" — il più ampio trattato di architettura del XVII secolo — stampato proprio a Vigevano.
Piazza Sant'Ambrogio 14, Vigevano. Aperto sabato e domenica dalle 15.00 alle 19.00; altri giorni su prenotazione. Tel: 0381 690727.
Il Parco del Ticino: natura a due passi dalla storia
A pochi passi dal centro storico si apre il Parco Naturale della Valle del Ticino, la più antica area protetta della Lombardia e una delle riserve naturali più importanti d'Europa. Foreste di querce, pioppi e salici si specchiano nelle acque del fiume, offrendo rifugio a una biodiversità straordinaria: aironi, cicogne, lontre e decine di specie di uccelli migratori.
Il parco è un paradiso per gli amanti della natura e dello sport all'aria aperta: sentieri ciclabili e pedonali si snodano tra boschi e risaie, permettendo escursioni di ogni livello di difficoltà. Un'oasi di verde e silenzio perfetta per staccare dalla routine.
Sapori di Lomellina: la gastronomia vigevanese
La cucina di Vigevano affonda le radici nella tradizione contadina della risaia, dell'orto, dei fiumi e delle cascine: piatti semplici, genuini, dai sapori robusti e concreti. Le distese di risaie che cambiano colore con le stagioni regalano un riso di qualità eccellente, protagonista indiscusso della tavola locale, mentre l'oca — risorsa preziosa delle cascine lomelline fin dal Medioevo — regala i salumi più caratteristici del territorio.
I piatti e i prodotti da non perdere:
- Risotto con la salsiccia: Il piatto-simbolo della tradizione lomelline: riso locale tostato in soffritto di lardo e cipolla, con pasta di salame e brodo di gallina. Base anche per innumerevoli varianti: con le rane, con gli asparagi di Cilavegna, con i funghi porcini
- Salame d'Oca di Vigevano: Prodotto certificato DE.C.O. (Denominazione Comunale d'Origine) dal Comune di Vigevano: 100% carne d'oca italiana, stagionato 60 giorni. Nasce dalla tradizione ebraica medievale di Mortara, che non potendo usare il maiale sviluppò questa prelibatezza. Il Salame d'Oca di Mortara è IGP.
- Rane fritte e risotto con le rane: Le rane, inquiline tipiche di fossi e risaie, sono uno dei prodotti più simbolici della Lomellina. La frittura di rane e il raffinatissimo risotto con le rane sono piatti da cercare nei ristoranti tradizionali della zona.
- Salam d'la Duja: Il tipico salame di maiale conservato sotto grasso nelle olle di terracotta: prodotto in inverno e consumato dopo oltre otto mesi di stagionatura, è un presidio della tradizione contadina.
- Dolce del Moro & Biscotti Bramantini: I dolci tipici vigevanesi: il Dolce del Moro, la cui ricetta risale all'epoca di Ludovico il Moro, e i Biscotti Bramantini, che omaggiano il grande architetto ospite del castello. La Sbrisolona lombarda completa la pasticceria locale.
Come raggiungere Vigevano
In auto da Milano Dalla tangenziale ovest di Milano seguire la SS494 Vigevanese. Percorso di circa 37 km, tempo stimato 45–50 min. In alternativa, da Torino: autostrada A4 fino a Novara uscita Est, poi SS596 verso Vigevano.
In treno da Milano Linea Trenord Milano con fermata a Vigevano. Treni ogni ora, durata circa 31–35 minuti. La stazione di Vigevano dista circa 700 m (10 minuti a piedi) dalla Piazza Ducale.
Dall'aeroporto Aeroporto Milano Malpensa: circa 36 km da Vigevano (35–45 min in auto). Aeroporto Milano Linate: circa 50 km. È possibile raggiungere Milano e poi proseguire in treno.
In autobus Collegamento autobus da Pavia (autostazione) con arrivo in Piazza Calzolaio d'Italia, a breve distanza dal centro.
Orari musei Musei Civici al Castello: verificare sul sito ufficiale del Comune di Vigevano e su vigevanowelcome.it per aggiornamenti stagionali. Museo Tesoro del Duomo: sab–dom 15.00–19.00 (prenotazione negli altri giorni). Museo Archeologico: consultare museilombardia.cultura.gov.it.
Info turistiche vigevanowelcome.it — Infopoint di Vigevano e Lomellina in Castello
Salire sulla Torre del Bramante: il panorama più bello di Vigevano
Tra le esperienze da non perdere assolutamente a Vigevano c'è la salita alla Torre del Bramante, simbolo della città e punto più alto del suo skyline. Edificata a partire dal 1198 e completata nelle forme attuali alla fine del Quattrocento per volere di Ludovico il Moro - che in una lettera celebrò l'impresa dotando Vigevano di una nuova "bellissima torre" -la torre si sviluppa per 7 piani e oltre 55 metri di altezza, con la caratteristica sagoma a volumi digradanti ispirata alla Torre del Filarete del Castello Sforzesco di Milano. Appare ancora nello stemma comunale della città.
I primi quattro piani sono aperti al pubblico: attraverso una scala interna di circa 100 gradini si raggiunge il terrazzino panoramico con merlatura ghibellina, a circa 31 metri di altezza dal cortile del castello. Da qui lo sguardo spazia a 360 gradi: la Piazza Ducale si apre sotto di voi come un capolavoro in miniatura, i tetti del centro storico si distendono fino alle chiese, e nelle giornate limpide l'orizzonte si allunga fino alle acque del Ticino. In condizioni di cielo sereno, i più fortunati potranno scorgere il profilo delle Alpi - dal Monte Rosa al Cervino fino alle cime lombarde.
I piani superiori - che ospitano l'orologio civico e la grande campana seicentesca - non sono accessibili al pubblico. In cima alla torre il cupolino in bronzo ottagonale di gusto barocco, aggiunto nel Seicento in sostituzione dell'originaria guglia conica, conclude il profilo inconfondibile che da secoli identifica Vigevano.
Biglietto: intero € 3,50 · ridotto € 2,50 (over 65, famiglie, gruppi) · studenti € 1,50. Biglietto cumulativo con Museo della Calzatura, Pinacoteca e Torre: € 6,50. Biglietteria presso l'Infopoint al castello (tel. 0381 299199). Orari: mar–ven 10.00–13.00 / 14.00–17.00; ven–dom e festivi 10.00–18.00 continuato. Chiuso il lunedì non festivo. Nota: minori non accompagnati da adulto non ammessi.
Vigevano nel cinema: Il Maestro di Vigevano con Alberto Sordi
Vigevano non è solo patrimonio dell'arte e della storia: è anche protagonista della grande cinematografia italiana. Nel 1963 il regista Elio Petri porta sul grande schermo Il Maestro di Vigevano, tratto dall'omonimo e celebre romanzo di Lucio Mastronardi -scrittore vigevanese che con la sua prosa cruda e visionaria aveva già fatto scandalo ritraendo la provincia lombarda del boom economico senza indulgenze.
Protagonista del film è un magistrale Alberto Sordi, nei panni del maestro elementare Antonio Mombelli: un uomo orgoglioso della propria modesta condizione di educatore, travolto dall'ambizione della moglie Ada (interpretata dall'attrice britannica Claire Bloom) che lo spinge ad abbandonare la cattedra per aprire un piccolo calzaturificio. Sullo sfondo, la Vigevano degli anni '60 e il suo distretto della scarpa: una città che giudica le persone - come dice Sordi nei primissimi fotogrammi - proprio dalle scarpe che portano.
La pellicola, girata per larga parte in esterni e interni nella stessa Vigevano, fu un evento per la città - e insieme una fonte di polemiche: il Provveditore agli Studi di Pavia vietò le riprese nella scuola elementare, e la categoria dei maestri protestò a gran voce contro Mastronardi. La prima cittadina si tenne il 23 dicembre 1963 in un clima teso, ma il film ottenne poi un grande successo nazionale.
Con la sceneggiatura firmata da Petri insieme ad Age & Scarpelli e le musiche di Nino Rota, il film è oggi considerato uno dei capolavori della commedia drammatica italiana: un ritratto amaro e lucidissimo dell'Italia del miracolo economico, dove il progresso travolge le certezze di chi credeva ancora nel valore della dignità intellettuale sopra quella del denaro. Sordi - in uno dei suoi ruoli più malinconici e atipici - offre un'interpretazione che molti critici considerano tra le più riuscite della sua carriera.
Per i cinefili in visita a Vigevano, seguire le location del film - le strade del centro storico, la piazza, le botteghe - è un modo originale e suggestivo di rileggere la città attraverso gli occhi del cinema.
Cosa vedere a Vigevano: le tappe imperdibili
Per chi pianifica una visita a Vigevano, ecco le attrazioni da non perdere, ideali per una gita di un giorno o un weekend alla scoperta della Lomellina:
1. Piazza Ducale — Il simbolo assoluto di Vigevano. Arrivare all'alba o al tramonto regala emozioni indimenticabili.
2. Duomo di Sant'Ambrogio — La cattedrale con la straordinaria facciata barocca concava del vescovo Caramuel, capolavoro di originalità architettonica.
3. Castello Sforzesco e la Strada Coperta — Uno dei complessi castellani più grandi d'Europa, con la galleria sopraelevata unica in Italia.
4. Salita alla Torre del Bramante — Circa 100 gradini fino alla merlatura ghibellina a 31 metri: il panorama più bello sulla Piazza Ducale, sul castello e — nelle giornate limpide — fino alle Alpi.
5. Museo Internazionale della Calzatura — Uno dei musei più originali d'Italia: la storia del made in Italy attraverso le scarpe, inclusa la pianella di Beatrice d'Este.
7. Museo Archeologico Nazionale della Lomellina — Reperti dalla preistoria all'alto Medioevo nelle scuderie quattrocentesche del castello: da non perdere la coppa di Aristeas.
8. Museo del Tesoro del Duomo — Ori e argenti sforzeschi, arazzi fiamminghi del 1520 e opere dei Leonardeschi nel cuore del Palazzo Vescovile.
9. Parco del Ticino — Natura incontaminata e sentieri ciclabili a pochi minuti dal centro storico.
10. Le location del film «Il Maestro di Vigevano» — Un itinerario cinematografico sui passi di Alberto Sordi ed Elio Petri (1963): le strade, la piazza e le botteghe del centro storico teatro del celebre film tratto da Lucio Mastronardi.
Visitare Vigevano significa lasciarsi conquistare dal fascino di una città che ha saputo conservare intatto il suo glorioso passato, rimanendo viva e accogliente per ogni viaggiatore. Un viaggio tra arte, storia, natura e sapori nel cuore della Lombardia -un'esperienza che vale davvero il viaggio.
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